Vivere a Madrid : Lo spagnolo al Centro Commerciale

Centri Commerciali come forma di tortura

Lo spagnolo al supermercato, e’ una esperienza che trascende ogni forma di logica e metterebbe alla prova pure la pazienda di Gandhi.
Partiamo da un presupposto : in spagna e’ pieno zeppo di centri commerciali, spuntano come funghi ( allucinogeni) e bastan due negozietti tipo 2 metri per 2, per ottenere la qualifica di centro commerciale.
Hanno i nomi piu’ disparati : Planetocio ( che ricorda quel vecchio slogan di Jerry Cala’ Ocio pero’, solo giochi preziosi ), Zoco ( che per dirlo correttamente metti la lingua sui due incisivi e cosi ti partono 32 ponti che stai ancora pagando dal dentista), Gran Comida ( praticamente la definizione di un posto in cui si mangia, peccato che non ci sia nessun ristorante) e amenita’ varie.
Cmq sia, questi posti gia’ dall’apertura ( ovviamente alle 10 del mattino , metti mai che si stanchino troppo o siano costretti a levatacce) sono presi d’assalto.
Abbiamo il pensionato internazionale che aspetta febbricitante l’apertura della farmacia ( l’insegna e’ per loro una stella cometa) ma non ha le braccia dietro la schiena in quanto vuole distinguersi dal suo collega che fissa i lavori in corso, la casaling(U)a della Voghera spagnola che freme per acquistare alla Lidl quel meraviglioso completino elegante in pile leopardato alla modica cifra di 14,99 e bestemmia se non le danno il resto di un centesimo, abbiamo la pornomamma che accompagnata da una nidiata di figli mentre aspetta l’apertura della carniceria guarda schifata la casaling(U)a per il suo cattivo gusto della tutina leopardata e pensa che lei quelle cose non le metterebbe mai, che lei il suo marito Pedro lo sa come riscaldare e farlo sentire uomo preparandogli un favoloso brodetto di ali di pellicano che si acquistano solo nei peggiori bar di Madrid, e infine abbiamo i classici perditempo annoiati.
Gente di ogni eta’, che per ammazzare il tempo ( una volta uccidevano l’uomo ragno chi sia stato non si sa ma questi al contrario solo i tori uccidono) stazionano davanti all’ingresso dei centri .
Per distinguersi e per far vedere il loro status arrivano in tuta…maglietta bianca d’ordinanza e ovviamente l’occhiale fashion piu’ grosso della loro faccia.
Studiano, osservano, commentano ogni viandante o pellegrino che varca questo santo graal, poi mandano un whatsapp a chi non si sa ( forse a chi l’ha visto per cercare se e’ stato ritrovato il loro cervello), fingono una telefonata importantissima ( in realta’ e’ la mamma e sta pure lei in coda per la tuta in pile leopardata e sta guardandosi in cagnesco con la casaling(U)a )e dopo aver messo giu’, sbuffando, con la camminata spavalda di uno che se la e’ fatta nei pantaloni entrano…rapida occhiata e si dirigono tronfi verso il negozio di videogiochi.
Scartabellano tra i titoli usati della loro console all’ultimo grido ( praticamente sara’ un commodore 64 in quanto hanno speso tutto per acquistare l’estintore per il samsung galaxy 7) e se ne vanno bofonchiando ad alta voce che non hanno trovato quello che cercavano.
Si dirigono quindi verso Doctor Phone ( una catena di negozi di cellulari ) e per 2 ore cercano una custodia per il telefono che sia ton-sur-ton con la tuta in pile della mamma, che nel mentre sta facendo la lotta col fango con la pornomamma per accaparrarsi un elegantissimo stivale pitonato con cui sedurre sempre pedro dopo l’indigestione del brodetto di ali di pellicano.
E in tutto questo, alla radio del centro commerciale tra un annuncio e l’altro ( DLIN DLON si e’ perso il bambino della pornomamma, e’ stato dimenticato nel parcheggio delle macchinine a gettone e ha tentato di scassinare la portiera dell’elicottero mentre il figlio del vicino peruviano stava giocando ) trasmettono musica fresca, giovane : tutta la discografia di Luis Miguel, in onore dei ragazzi di oggi noi…con tutto il mondo davanti a noi…
Si si tutto un mondo…da cui scappare!

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